28/07/2017

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Luca Spini

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Luca Spini

Lo Specchio Cellini, tra arte e leggenda

Un oggetto può essere magico, e raccontarci storie che oltrepassano i confini del reale.

Uno di questi oggetti è lo Specchio Cellini, che attraverso le sue forme esso ci mostra un mondo lussuoso e magnifico, riportandoci indietro nel tempo, fino all’epoca barocca.

Infatti lo Specchio Cellini di Spini è un raffinato specchio in legno intagliato inspirato ai grandi artisti del Manierismo e del Barocco. Lo specchio è dedicato a Cellini, il famoso artista Fiorentino che continua tutt’oggi ad affascinare e influenzare generazioni di artisti.

L’ispirazione per la creazione di questo splendido specchio non viene però solo dalle fini tecniche di Cellini: quando il progetto è stato ideato, gli artigiani di Spini hanno voluto creare un omaggio alla nobiltà Toscana del XVI – XVII secolo e in particolare ad una delle più controverse leggende Toscane, la storia di Lucìda Mansi.

La storia di Lucìda Mansi

C’era una volta una affascinante ma vanesia nobildonna, Lucìda Mansi, che viveva in una delle più favolose ville della Toscana.

Lucìda era una delle più belle donne della città, una femme fatale, e tutti gli uomini la adoravano e desideravano stare con lei.

Lei era però bella quanto crudele: una volta che si stufava dei propri amanti, Lucìda gli uccideva.

La nobildonna era talmente ossessionata dalla sua bellezza tanto da aver fatto ricoprire le pareti della sua stanza di bellissimi specchi, fatti a mano dai migliori artigiani della contea.

Il tempo è però nemico della bellezza e Lucìda imparò questa lezione quando, rimirandosi allo specchio, notò una piccola ruga sul suo volto perfetto.

Questa ruga era il simbolo che la nobildonna stava invecchiando, e nulla poteva impedire questo processo.

Un’idea terribile per Lucìda, che non poteva accettare di rinunciare alla sua bellezza. Per questo motivo prese la decisione di firmare un patto col diavolo, per evitare di far sfiorire la sua avvenenza.

L’accordo tra la giovane e il Diavolo prevedeva che in cambio della sua anima, la nobildonna potesse godere di ulteriori 30 anni di giovinezza.

Passati questi 30 anni, il Diavolo tornò dalla giovine a reclamare ciò che era suo di diritto. Lei provò a sfuggirgli, ma questo la raggiunse e la portò con sé nella sua carrozza di fuoco, trascinandola fino all’inferno.

Da allora Lucìda non ha mai ritrovato la pace: si può ancora vedere il suo fantasma vagare per Lucca. In molti sostengono di aver visto la dama aggirarsi nella sua villa; altri ancora hanno notato il suo fantasma nel fondo del lago dell’orto botanico, dove il suo volto si riflette sulla superficie come in uno specchio.